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Il Karate-do Shin Budo

Il termine Karate-do viene comunemente tradotto come “la via della mano vuota”, non solo un sistema di combattimento a mani nude, ma un sentiero o percorso (questa è la traduzione del termine giapponese “do”) di miglioramento della propria salute fisica e mentale, caratterizzato anchedall’applicazione e dallo studio di determinate regole morali e comportamentali tali da renderlo non solo uno sport Shin Budo è il termine che, a partire dal 1996 appare sui loghi della ns. associazione, e si può tradurre come “La vera arte marziale”. Infatti il Centro Studi Arti Marziali di Pordenone è stata la prima scuola in Friuli Venezia Giulia a proporre discipline marziali quali il karate a contatto pieno, il jiujitsu brasiliano e il kenpo, che enfatizzano l’utilizzo di tecniche efficaci nella difesa personale e la ricerca del confronto con il compagno, durante l’allenamento in palestra, e con l’avversario, in gara, per cercare di conoscere i propri limiti, e, nel caso, superarli. Nel termine “verità” (Shin) c’è inoltre il concetto di sincerità, e, nella nostra associazione, abbiamo sempre cercato di praticare il Budo (arte marziale) con questa attitudine nel cuore, cercando continuamente di migliorarci e di aprirci al confronto con le altre scuole. A partire dal 2010 il termine “Shin-Budo” indica lo stile di karate praticato nella nostra scuola e in altri dojo italiani.

Aspetti tecnici e programma d’apprendimento

Il Karate-do Shin Budo si basa sullo studio e sulla continua integrazione dei tre aspetti fondamentali del karate: kihon (esercizi fondamentali), kata (forme) e kumite (combattimento libero). Il kihon si può eseguire da fermo, utilizzando la posizione “kihon-dachi”o “kumite dachi”, o in movimento, in questo ultimo caso si utilizza esclusivamente la seconda posizione. Le tecniche della ns. scuola sono portate da una posizione naturale di combattimento, simile alla posizione del pugilato. Grande spazio viene dato all’allenamento delle combinazioni (ido-geiko), che vengono eseguite a vuoto, o sui colpitori con l’aiuto del compagno. Vengono studiate le tecniche per attutire l’impatto al suolo, le tecniche di proiezione e di lotta corpo a corpo e a terra. Il kata prevede due forme solamente da cintura bianca a nera: kumite kata, esercizio propedeutico al combattimento libero, e Sanchin, per lo studio della respirazione, mentre le forme più avanzate (Tensho, Saiha, Kanku-dai, etc.), sono parte esclusiva del programma da cintura nera. Il combattimento libero viene praticato in diverse forme, da quella da gara, con l’uso di protezioni per il capo sotto forma di caschetti con visiera trasparente per la tutela dei praticanti, al “randori”, un allenamento libero e continuato con protezioni leggere, fino agli esercizi di lotta in piedi o al suolo senza l’uso dei colpi. Nel combattimento viene privilegiato l’uso delle schivate rispetto ai bloccaggi, e la ricerca del colpo decisivo (ichi geki o ikken hissatsu). La difesa personale è parte integrante del nostro karate, e tutto il programma precedente è volto al continuo miglioramento di questo importantissimo aspetto delle arti marziali

Lo stemma della scuola Shin-Budo

Lo stemma della nostra scuola è composto da tre “spicchi” che ruotano intorno a un centro. Questo centro raccoglie in sé diversi significati. Nella vita di tutti noi c’è un centro intorno a cui ruota la nostra vita, per noi praticanti rappresenta innanzitutto l’aspetto morale dell’arte marziale, dobbiamo allenarci seriamente e costantemente, non siamo disposti a scendere a patti nella pratica delle arti marziali, o a vendere diplomi o gradi. Gli “spicchi” rappresentano i tre aspetti della pratica del karate: kihon, kata e kumite, ma anche le tre distanze di combattimento, lunga, media e corta, e il modo per affrontarle: con calci e pugni o, più generalmente, con tecniche di percussione, corpo a corpo e con la lotta al suolo. Il disegno suggerisce l’immagine del movimento, infatti nel combattimento le distanze e i modi per poter fronteggiare diversi attacchi si confondono continuamente. Gli spicchi sono a forma di lama, perchè chi non lavora seriamente, o si comporta in maniera scorretta danneggiando con il suo comportamento il suo maestro, i suoi compagni e la sua scuola è tagliato fuori.

Aspetti morali e educativi

  • Rispettare e aiutare il prossimo, inteso non solo come uno dei compagni d’allenamento o l’istruttore, ma come tutti coloro che è possibile incontrare nella vita.
  • Rispettare e aiutare la propria nazione, cercando di portare nelle vita quotidiana quelle che sono le virtù più alte delle arti marziali: onestà, temperanza, impegno continuo.
  • Cercare di mantenere uno stile di vita sano: non fumare, non fare uso di droghe, limitare l’uso degli alcolici, non abusare della notte.
  • Allenarsi pazientemente e costantemente, solo così è possibile migliorare nella pratica delle arti marziali.
Dal sito di Andrea STOPPA Shihan

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